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10 dicembre 2009

And Also The Trees al settimo cielo

Certo, 22 euro + spese di spedizione, per un EP, non sono proprio pochi.

Ma come si fa a resistere a tutto il bendidio di questa offerta?

A proporla è la neonata Les disques du 7ème ciel, che inaugura il proprio catalogo con un EP 10" in vinile degli And Also The Trees.

Il disco contiene quattro tracce acustiche, registrate nella scia dell'ultimo CD When The Rains Come. La tracklist comprende i brani Stay Away From The Accordion Girl, Shantell, The Street Organ e Feeling Fine. La selezione integra alcune canzoni che sono state eseguite nel tour senza essere presenti nell'album.

Ma è il packaging a fare gola: una bellissima sleeve in cartoncino riciclato al 100%, booklet di quattro pagine, versione in CD dell'EP (per il conforto di chi il piatto per i vinili non ce l'ha nemmeno più), due cartoline, un adesivo e un badge.

L'edizione è limitata a 500 copie numerate. Ah, Simon Huw Jones' ha scritto a mano i testi per questa edizione... cos'altro volete di più?

19 ottobre 2009

And Also The Trees al COX18, 17/10/2009

Un ottobre bello ricco, quello che si è profilato a Milano per i nostalgici, romantici, gotici ed ex-gotici terribilmente radificati negli anni '80 come il sottoscritto.

Dopo l'ottima serata trascorsa con Peter Murphy, ed in attesa del faraonico Bats over Milan che si svolgerà nel prossimo weekend, sabato scorso è stata la volta degli And Also The Trees, impegnati con il tour acustico legato all'uscita dell'album When The Rains Come.

Cornice inusuale per questo tipo di serata il COX 18, lo storico centro sociale sul naviglio pavese, di recente tornato agli onori delle cronache per storie di sgomberi e ri-occupazioni.

Il palco di dimensioni lillipuziane e le condizioni acustiche piuttosto avverse della sala non sono riusciti fortunatamente a rovinare la performance della gloriosa band di Inkberrow, che occupa un posto importante nel mio cuore per le emozioni che ho sempre trovato stratificate nella loro musica vibrante e nei testi di rara bellezza. Se c'è un gruppo che interpreta l'aggettivo "gotico" in senso letterale e letterario, questi sono gli And Also The Trees.

La formazione che si presenta dopo mezzanotte sul palchetto del Conchetta è composta di quattro elementi. I due soli superstiti della formazione originale sono il cantante Simon Huw Jones (con capelli scarmigliati e barbetta incolta, un look inaugurato solo nel recente passato) e il chitarrista Justin Jones (che sembra un ragazzino, e invece all'anagrafe conta 45 anni suonati). Li accompagnano gli ottimi Ian Jenkins al contrabasso (che si esibisce in una esecuzione di incredibile precisione) e la talentuosa tastierista Emer Brizzolara, che per l'occasione ha sfruttato percussioni cromatiche e solo occasionalmente una diamonica.

Il concerto parte lentamente e con toni soffusi, le dinamiche molto schiacciate, con Shantell a darmi subito una fitta di nostalgia, seguita da Candace, poi The Suffering Of The Stream e via via brani da tutta la produzione - che conta ormai ben dieci album di studio. Ma con l'avanzare della scaletta la voce di Simon Huw Jones si scalda sempre più, mentre la performance con piccoli incrementi assume l'intensità che fa da marchio di fabbrica per gli AATT sin dagli esordi; i crescendo diventano sempre più marcati, la tensione drammatica cresce. Su Street Organ Justin imbraccia la fisarmonica, e l'esecuzione mi mette i brividi. Il set si chiude con il vecchio brano A Room Lives in Lucy e infine con una meravigliosa versione di The Untangled Man.

Il secondo set, molto più breve, si apre con Vincent Craine e, passando per Wallpaper Dying, viene chiuso da una fantastica interpretazione di Virus Meadow, che mi compensa dell'assenza della pur attesissima Slow Pulse Boy.

In tutto una ventina di brani durante i quali non posso che emozionarmi pensando a quante volte ho ascoltato queste canzoni negli ultimi vent'anni. Che posso dire? Grazie, grazie, grazie.

3 marzo 2008

(Listen to) And Also The Trees

Ecco finalmente nelle mie mani l'ultimo album degli And Also The Trees. Era introvabile nei negozi in Italia: ho dovuto ordinarlo. Lo ascolto dunque con qualche mese di ritardo rispetto all'uscita sul mercato, avvenuta a novembre dello scorso anno.

(Listen for) The Drag and Bone Man non ha per nulla deluso le mie aspettative, anzi mi ha sorpreso con un livello di scrittura molto alto e con l'assoluta predominanza di atmosfere crepuscolari e quasi claustrofobiche, che non mi aspettavo di ritrovare così presenti in un nuovo disco del gruppo inglese.

Rispetto al precedente Further from the Truth (del 2003), che pure recuperava molti elementi dal passato glorioso della band (vedi il classico e tenebroso Virus Meadow), con l'ultimo lavoro si piomba in territori davvero oscuri, basati su un impasto sonoro molto fitto e dalla voce evocativa e oscura (a tratti greve) di Simon Huw Jones. La strumentazione, rigidamente "analogica", comprende molto contabbasso, la classica chitarra di Justin Jones che conserva in parte le sonorità anni '50 degli ultimi album, incursioni di piano dovute alla nuova entrata contribuiscono a ricreare trame tese e cupe che ricordano da vicino il primo periodo e i fasti della band.

Un nuovo grande tassello nella discografia di un nome storico del dark rock (anche se questa etichetta sta davvero stretta all'originalissimo gruppo dei fratelli Jones). A cercare il pelo nell'uovo, un disco accusabile soltanto di una certa ripetitività, che però si perdona molto volentieri pur di ascoltare gemme come Domed, The legend of Mucklow o The Saracen's head.

Per inciso:
con tanta enfasi sul "ritorno alle origini" non vorrei far passare l'idea che gli album della seconda metà degli anni '90 (da The Klaxon a Silver Soul) mi sembrassero indegni del passato della band. Basati su sonorità meno introverse, ma sempre dotati di grande atmosfera, sono riconducibili per molti versi a degli anni '50 da western noir (ricordano in chiave più oscura il migliore Chris Isaak), e incarnano la dimostrazione di come un insieme di musicisti validi possa evolversi senza aver paura di snaturarsi e continuando a sfornare splendide canzoni.