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31 ottobre 2012

Einstürzende Live 90: Rockpalast

Veloce nota di servizio: è in arrivo tra pochi giorni (uscita prevista il 12 novembre) una edizione in CD e DVD del concerto tenuto dagli Einstürzende Neubauten, nel lontano 1990, per lo show TV della televisione tedesca Rockpalast.

Oggetto in questi 22 anni di bootleg e uscite non ufficiali di vario genere, lo show comprende 16 brani ed è uno dei favoriti della band industriale germanica.

Pare tra l'altro che non si tratti dell'unica uscita live all'orizzonte per i Neubauten. Sarebbe infatti in cantiere, come annunciato dalla band in un'e-mail ai fans, un altro DVD con concerti dall'ultimo tour, il 3 Decades Tour.

Per quest'ultimo non ci sono ancora dettagli disponibili, mentre per il Live At Rockpalast 1990 trovate la scaletta qui di seguito.

1. Prolog
2. Feurio
3. Der Tod ist ein Dandy
4. Sehnsucht
5. Armenia
6. Yu Güng
7. Zerstörte Zellen
8. Trinklied
9. Ich bin’s
10. Stuhl in der Hölle
11. Der Kuß
12. Haus der Lüge
13. Kein Bestandteil sein
14. Zeichnungen des Patienten O.T.
15. Sand
16. Ich bin das letzte Biest am Himmel

11 febbraio 2010

Crollo nervoso

Mi capita troppo spesso di comprare un DVD e poi metterlo lì a fare la muffa. Mi è successo anche con Crollo Nervoso, uscita della Spittle che ha attratto la mia attenzione non solo per l'argomento (la new wave italiana degli anni '80) ma anche per l'artwork decisamente originale.
L'ho messo sullo scaffale a metà dicembre, poi l'ho portato in giro nelle vacanze di Natale pensando che l'avrei visto nei tempi morti, alla fine è tornato sul suo scaffale. Per sbloccare questo meccanismo ho dovuto approfittare della visita di un amico, al quale l'ho propinato a tradimento qualche sera fa. E quindi ora posso parlarne qui.

Crollo Nervoso è una serie di tre documentari da circa 50 minuti l'uno, dedicati rispettivamente alla scena bolognese, a quella fiorentina ed alle restanti realtà italiane.

Pierpaolo De Iulis, regista e ideatore del progetto, ha scelto un taglio giornalistico di scuola, che privilegia la narrazione dei fatti e fornisce una cornice sociologica al fenomeno, trascurando un po' la presentazione del materiale artistico. Alla fin fine si sente parlare tanto, si vede molto materiale dell'epoca ben montato, ma non è che si ascolti tanta musica: si tratta soprattutto di frammenti spesso coperti dalla voce narrante.
Ma dal punto di vista documentaristico il lavoro è egregio. Non mancano un inquadramento del periodo, la storia della nascita delle band e dei locali nelle quali emersero, i principali eventi discografici, un'indagine su come si spense il movimento (se mai ci fu qualcosa che così si possa definire). Soprattutto, si citano tanti nomi poco noti ma di assoluto interesse (Minox, Limbo, Carillon del Dolore, Underground Life, tanto per fare qualche esempio), fornendo ottimi spunti per la curiosità di chi volesse approfondire.

Una visione gradevole (e se non fosse per la massiccia presenza in video di Red Ronnie nel primo documentario, sarebbe anche più gradevole) che non rivelerà tantissimo a chi è già addentro alla storia di quegli anni, ma potrebbe fungere da egregia introduzione per i meno smaliziati.

Al DVD si affianca un CD curato da Federico Guglielmi, che ha scavato nei propri archivi recuperando 16 tracce dell'epoca, provenienti da altrettanti demo prodotti da band totalmente sconosciute e che non ebbero molta storia fuori dalle cantine. Un ascolto che forse non regala grandi sorprese ma che restituisce una fotografia del fermento che si visse nello stivale negli anni della new wave italica.

18 luglio 2009

The Filth And The Fury, il DVD

La storia di The Great Rock and Roll Swindle ormai la conosciamo tutti, è quasi materia da sussidiario scolastico.
Riassumo dunque solo ad uso e consumo dei più distratti.
Mentre i Sex Pistols si dissolvevano, disgregati dalla propria stessa forza dirompente, Julien Temple montò una sorta di documentario di fantasia sulla band, su mandato del famigerato manager Malcolm McLaren.
E' un'opera discutibile, che trasforma in macchietta una delle più grandi leggende del rock.

Dopo più di vent'anni, nel 2000, Julien Temple tornò però sul luogo del delitto, confezionando The Filth And The Fury.

Ne è uscito un film che affronta la storia della band in modo molto più aderente alla realtà (sebbene questo sia un concetto sfuggente), e molto meno legato al punto di vista di McLaren.

Le vicende delle pistole del sesso vengono ripercorse attraverso filmati d'epoca, spezzoni televisivi e footage inedito. Soprattutto, a differenza del vecchio film, viene narrato dalle vive voci dei membri della band, efficacemente ripresi in controluce in modo da nasconderne i lineamenti di oggi.

Preziosissima la raccolta di materiale d'archivio, la maggior parte del quale proviene dagli armadi dello stesso Temple. Un film imperdibile per chi vuole comprendere il punk delle origini, e da vedere se non altro per recuperare la lunga intervista ad un Sid Vicious steso in sedia a sdraio ma totalmente devastato dall'eroina. Toccante il modo in cui Lydon ancora oggi ricorda l'amico di allora e rivela di sentirsi in colpa per la sua morte.

La mai abbastanza lodata ISBN ha finalmente pubblicato il film in DVD in Italia, in lingua originale (come è giusto) ma con sottotitoli in italiano, in una bella confezione che offre in allegato un volumetto (che fa anche da custodia) con tanto di interventi dello stesso Temple e di Marco Philopat.

28 giugno 2009

24 Hour Party People, il DVD

Ce n'è voluto di tempo, ma alla fine il DVD di 24 Hour Party People, film girato nell'ormai lontano 2002, è apparso nei negozi italiani.

Si tratta di una pellicola strana, una biografia/documentario che con una miscela di fatti veri, aneddoti mai verificati e invenzione pura, riporta alla vita la Manchester musicale che ha ruotato attorno alla Factory di Tony Wilson tra il 1976 e il 1997.

In qualche modo, il regista Michael Winterbottom è riuscito nel difficile intento di narrare la storia della Factory senza abusare di toni apologistici ma anche senza scantonare nella banale collezione di aneddoti scanzonati.

Il mondo di Wilson, di Martin Hannett, dei Joy Division, degli A Certain Ratio e degli Happy Mondays (per citare solo pochi dei nomi coinvolti) si materializza sullo schermo in una allucinazione che riesce ad assumere a tratti i contorni del vero, vincendo nella sfida di trasmettere lo spirito di un'epoca che, pur essendo ormai definitivamente tramontata, ha influenzato tutta la musica a venire e i comportamenti di milioni di giovani in tutto il mondo.

Centro di tutto, Manchester, città industriale che, in grave declino economico, sociale e architettonico, partorisce nel brodo primordiale del post punk un manipolo di musicisti, produttori e importanti figure di contorno che traghetteranno la discografia e la vita notturna, nel bene e nel male, dall'epoca del punk a quella del rave.

Il film è anche una sorta di biografia di Wilson - straordinariamente interpretato da uno Steve Coogan in gran forma - sebbene sia proprio Wilson nel film a dire ad un certo punto: "Questo non è un film su di me. [...] Sono un personaggio secondario nella sua stessa storia. Questo è un film che parla di musica, e della gente che ha fatto la musica: Ian Curtis, Shaun Ryder e Martin Hannett". Per inciso, anche Wilson morirà pochi anni dopo l'uscita del film.

Oggi me lo sono riguardato doppiato in italiano, il che nulla ha aggiunto all'originale (qualsiasi doppiaggio, anche il migliore, non può che sottrarre), ma è stata comunque un'occasione per rituffarmi nella narrazione di un incredibile sogno, quello nel quale Wilson generò un'etichetta indipendente della quale poteva serenamente dire (parlando a Roger Aimes della London Records, che proponeva di acquistare la Factory): "La Factory Records in realtà non è una società. Noi siamo un esperimento sulla natura umana. Stai forse erroneamente pensando che dobbiamo avere un contratto con le nostre band, che abbiamo una sorta di contratto. Ecco, però ti dico che ho paura che... penso che non sia così. Perchè vedi, questo è l'unico tipo di contratto con cui qui alla Factory Records regoliamo i rapporti con le nostre band." Nel dir questo, Wilson porge allo sbigottito Aimes un foglio che sta appeso alla parete dell'ufficio, dal quale quest'ultimo legge: "Gli artisti sono proprietari del proprio lavoro, l'etichetta non possiede niente, le nostre band sono libere di fotterci".

Amen.

2 giugno 2009

Siouxsie alla BBC: il cofanetto

Questa volta non ho atteso settimane prima di decidermi (come mi era capitato con il pur invitante box della Factory). No, questa volta l'ho preso non appena me lo sono trovato di fronte.

Parlo del nuovo cofanetto di Siouxsie And The Banshees, naturalmente. Dopo lo splendido boxset dedicato, alcuni anni fa, a B-Sides e rarità (il cui acquisto consiglio vivissimamente) vengono stavolta proposti, in tre CD e un DVD, tutti i brani incisi per la BBC.

Oltre alle 5 Peel Sessions, che erano già state raccolte in CD qualche tempo fa, i CD offrono le sessioni registrate dalla storica band post punk per il Richard Skinner Show, per il Kid Jensen Show e per il Janice Long Show.

A questi brani sono state aggiunte due lunghe esibizioni live: 13 canzoni registrate all'Apollo Theatre nell'85 e altre 11 provenienti dalla performance tenutasi alla Royal Albert Hall nell'88.

Impressionante, soprattutto, il materiale proposto dal DVD: ben 30 registrazioni andate in onda in diverse trasmissioni della TV inglese, tra le quali l'Old Grey Whistle Test, Pop Of The Pops. Rock Goes to College.

L'opera è completata da un bel libretto, curato dalla leggenda vivente del giornalismo musicale britannico Paul Morley, nel quale è inclusa tra l'altro una lunga intervista a tutti i membri della band.

Come vivere senza?

CD uno

01. "Love in a Void" (John Peel 29/11/77)
02. "Mirage" (John Peel 29/11/77)
03. "Metal Postcard" (John Peel 29/11/77)
04. "Suburban Relapse" (John Peel 29/11/77)
05. "Hong Kong Garden" (John Peel 6/2/78)
06. "Overground" (John Peel 6/2/78)
07. "Carcass" (John Peel 6/2/78)
08. "Helter Skelter" (John Peel 6/2/78)
09. "Placebo Effect" (John Peel 9/4/79)
10. "Playground Twist" (John Peel 9/4/79)
11. "Regal Zone" (John Peel 9/4/79)
12. "Poppy Day" (John Peel 9/4/79)
13. "Halloween" (John Peel 10/2/81)
14. "Voodoo Dolly" (John Peel 10/2/81)
15. "But Not Them" (John Peel 10/2/81)
16. "Into The Light" (John Peel 10/2/81)
17. "Arabian Knights" (Richard Skinner Show - Recorded 4.6.81. Transmitted 16.6.81)
18. "Red Over White" (Richard Skinner Show - Recorded 4.6.81. Transmitted 16.6.81)
19. "Head Cut" (Richard Skinner Show - Recorded 4.6.81. Transmitted 16.6.81)
20. "Supernatural Thing" (Richard Skinner Show - Recorded 4.6.81. Transmitted 16.6.81)

CD due

01. "Coal Mind" (Kid Jensen Show Recorded 13.5.82. Transmitted 24.5.82.)
02. "Green Fingers" (Kid Jensen Show - Recorded 13.5.82. Transmitted 24.5.82.)
03. "Painted Bird" (Kid Jensen Show - Recorded 13.5.82. Transmitted 24.5.82.)
04. "Cascade" (Kid Jensen Show - Recorded 13.5.82. Transmitted 24.5.82.)
05. "Candyman" (John Peel 10/2/81)
06. "Cannons" (John Peel 10/2/81)
07. "Lands End" (John Peel 10/2/81)
08. "Shooting Sun" (Janice Long Show - Recorded 11.1.87. Transmitted 2.2.87.)
09. "Song from the Edge Of The World" (Janice Long Show - Recorded 11.1.87. Transmitted 2.2.87.)
10. "Little Johnny Jewel" (Janice Long Show - Recorded 11.1.87. Transmitted 2.2.87.)
11. "Something Blue" (Janice Long Show - Recorded 11.1.87. Transmitted 2.2.87.)
12. "Green Fingers" (Apollo Theatre, Oxford in Concert - Recorded 14.11.85)
13. "Bring Me the Head Of A Preacher Man" (Apollo Theatre, Oxford in Concert- Recorded 14.11.85)
14. "Sweetest Chill" (Apollo Theatre, Oxford in Concert- Recorded 14.11.85)
15. "Cannons" (Apollo Theatre, Oxford in Concert- Recorded 14.11.85)
16. "Melt!" (Apollo Theatre, Oxford in Concert- Recorded 14.11.85)
17. "Candyman" (Apollo Theatre, Oxford in Concert- Recorded 14.11.85)
18. "Lands End" (Apollo Theatre, Oxford in Concert- Recorded 14.11.85)

CD tre
01. "Night Shift" (Apollo Theatre, Oxford in Concert - Recorded 14.11.85)
02. "92 Degrees" (Apollo Theatre, Oxford in Concert - Recorded 14.11.85)
03. "Pulled to Bits" (Apollo Theatre, Oxford in Concert - Recorded 14.11.85)
04. "Switch" (Apollo Theatre, Oxford in Concert - Recorded 14.11.85)
05. "Happy House" (Apollo Theatre, Oxford in Concert - Recorded 14.11.85)
06. "Cities in Dust" (Apollo Theatre, Oxford in Concert - Recorded 14.11.85)
07. "The Last Beat of My Heart" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
08. "The Killing Jar" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
09. "Christine" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
10. "This Wheel's on Fire" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
11. "Something Blue" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
12. "Rawhead and Bloody Bones" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
13. "Carousel" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
14. "Rhapsody" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
15. "Skin" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
16. "Spellbound" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)
17. "Hong Kong Garden" (Royal Albert Hall, London- Recorded 12.9.88.)

DVD

01. "Metal Postcard" (The Old Grey Whistle Test: 07/11/1978 Stereo)
02. "Jigsaw Feeling" (The Old Grey Whistle Test: 07/11/1978 Stereo)
03. "Playground Twist" (Top of the Pops: 12/07/1979 Stereo)
04. "Love in a Void" (Something Else 03/11/1979 Stereo)
05. "Regal Zone" (Something Else 03/11/1979 Stereo)
06. "Happy House" (Top of the Pops Date: 10/04/1980 Stereo)
07. "Israel" (Something Else: 15/12/1980 Stereo)
08. "Tenant" (Something Else: 15/12/1980 Stereo)
09. "Israel" (Rock Goes to College: 09/03/1981 Stereo)
10. "Spellbound" (Rock Goes to College: 09/03/1981 Stereo)
11. "Arabian Knights" (Rock Goes to College: 09/03/1981 Stereo)
12. "Halloween" (Rock Goes to College: 09/03/1981 Stereo)
13. "Night Shift" (Rock Goes to College: 09/03/1981 Stereo)
14. "But Not Them" (Rock Goes to College: 09/03/1981 Stereo)
15. "Voodoo Dolly" (Rock Goes to College: 09/03/1981 Stereo)
16. "Eve White/Eve Black" (Rock Goes to College: 09/03/1981 Stereo)
17. "Spellbound" (Top of the Pops 04/06/1981 Stereo)
18. "Fireworks" (Top of the Pops Date: 03/06/1982 Stereo)
19. "Melt!" (The Old Grey Whistle Test 12/11/1982)
20. "Painted Bird" (The Old Grey Whistle Test 12/11/1982)
21. "Melt!" (Oxford Road Show 03/12/1982 Stereo)
22. "Overground" (Oxford Road Show 03/12/1982 Stereo)
23. "Dear Prudence" (Top of the Pops 29/09/1983 Stereo)
24. "Swimming Horses" (Top of the Pops 29/03/1984 Stereo)
25. "Cities in Dust" (Whistle Test Date: 29/10/1985 Stereo)
26. "Lands End" (Whistle Test Date: 29/10/1985 Stereo)
27. "This Wheel's on Fire" (Top of the Pops 22/01/1987 Stereo)
28. "Peek-a-Boo" (Top of the Pops 28/07/1988 Stereo)
29. "Kiss Them for Me" (Top of the Pops 30/05/1991 Stereo)

10 maggio 2009

Cure DVD: live in Glasgow 1984

Considerata la latitanza di ristampe in DVD dei vecchi titoli dei Cure (penso in particolare al mitico The Cure in Orange, ma anche al footage presente nella vecchia VHS Staring at the sea), risulta davvero benvenuto questo DVD nel quale la BBC rispolvera del materiale d'archivio e lo propone senza tanti fronzoli ma in una edizione più che accettabile.

Il DVD offre 13 canzoni tratte da un'esibizione tenutasi a Glasgow nell'agosto del 1984 e vi aggiunge, in veste di bonus, altre 3 tracce da una ripresa parigina del dicembre 1979.

Il live di Glasgow trova la band di Robert Smith in una delle sue formazioni più effimere in termini di durata: il batterista Andy Anderson e il bassista Phil Thornalley sono infatti due (ottimi) turnisti che fecero parte della band solo durante il tour che seguiva la pubblicazione di The Top. Ironia della sorte, è proprio questa la formazione immortalata anche in quello che per molti anni è stato l'unico live ufficiale dei Cure: Concert.

Sia il video che l'audio sono di qualità discreta, sebbene non eccelsa. Se si pensa che si tratta, dopo tutto, di riprese effettuate per scopo televisivo e con tecnologie non eccellenti, non ci si può lamentare. E' comunque una rara occasione per ammirare Smith, Tolhurst, Thompson e soci in una esibizione storica, che fotografa un particolare momento di transizione del gruppo.

La scaletta comprende numerosi classici (Shake Dog Shake, Primary, The Walk, The Hanging Garden, One Hundred Years, A Forest, Play For Today, 10:15 Saturday Night, Killing An Arab) e qualche brano più difficilmente eseguito dal vivo negli anni successivi (Piggy In The Mirror, Give Me It, Happy The Man, The Caterpillar).
Apprezzabile la regia, che non risulta troppo statica ma riesce ad essere onestamente didascalica, senza scadere in terrificanti effettacci visivi, che a mio modo di vedere non hanno un gran senso nel documentare un live.

Decisamente interessanti i tre brani del 1979, tra i quali oltre a Three Imaginary Boys e Killing An Arab va segnalata una rarissima versione di A Forest in una forma primordiale che verrà piuttosto stravolta prima dell'inclusione in Seventeen Seconds. Come correttamente annotato dalle scarne ma precise note di copertina, all'epoca il titolo del brano era At Night (nome che toccherà invece ad un'altra traccia del medesimo album), e pur essendo quasi identico musicalmente alla versione più conosciuta, presenta liriche totalmente diverse.
Una chicca che giustifica da sola l'acquisto del DVD, uscito tra l'altro ad un prezzo decisamente contenuto.

15 dicembre 2008

Lydia Lunch in DVD

Lydia Lunch è uno di quei personaggi che non si riescono a comprimere nelle abituali definizioni musicali di genere, e neppure a descrivere con una semplice successione di aggettivi.

La sua attività, iniziata a New York nella seconda metà degli anni '70, include un lungo elenco di performance e incisioni discografiche, sia soliste che in collaborazioni con numerosi artisti, tra i quali spiccano Nick Cave, Foetus, James Chance, Einsturzende Neubauten, Die Haut, Michael Gira, Marc Almond e Thurston Moore.

Questo DVD ripercorre la sua storia raccogliendo materiale video, principalmente live, dal 1978 al 2006.

Si parte con i Teenage Jesus And The Jerks, storica band della no wave newyorchese, qui rappresentati dal video realizzato per Orphans (un montaggio di violenza e orrori della guerra) e da 5 brani filmati dal vivo nel 1978 (I Woke Up Screaming, Freud in Flop, Race Mixing, Baby Doll, Instra-mental).

A seguire vengono proposti 6 brani live degli 8-Eyed Spy (Sorry for Behaving so Badly, Innocence, Boy Girl, Motor Oil Shanty, Swamp, Run Through the Jungle), la seconda formazione della quale la Lunch fu leader, un miscuglio strano ed affascinante di ritmiche pulsanti, attitudine chitarristica punk e declamazioni in stile no wave. La formazione si sciolse nell'80 dopo la morte per overdose del bassista, e questo documento contribuisce a testimoniarne il valore.

I successivi 12 brani, quasi tutti dal vivo, provengono dalle innumerevoli collaborazioni succedutesi negli anni: 2 pezzi con gli Shotgun Wedding, diverse apparizioni con Terry Edwards, una canzone a testa con Rowland S. Howard, con Mark Cunningham, con Die Haut, con Pepe Sarto.

Le riprese, soprattutto quelle relative agli anni tra i '70 e gli '80, sono di qualità amatoriale, ma l'audio è stato curato bene, rendendo la fruizione del DVD interessante sia dal punto di vista storico che da quello strettamente musicale - al contrario di alcune discutibili operazioni che ho visto negli ultimi anni, in cui il materiale proposto era davvero da cestinare.

Se vi interessa approfondire un'artista di eccezionale valore per la musica contemporanea, e sbirciare nella no wave newyorchese, questo DVD è certamente un mattone importante su cui costruire una ricerca.

20 gennaio 2008

Techstuff for music geeks

Ogni tanto l'editoria italiana, affetta in gran parte da ammuffite acuta e dementia colpevolis, sorprende con qualche iniziativa fresca, interessante e, ohibò, contemporaneamente colta ed istruttiva.
Cosa mi sarà capitato per le mani da meritare cotanto elogio?
Si tratta di un libricino di dimensioni ridotte ma dalla pesante copertina in cartone, corredato da un DVD e contenente circa 100 pagine in italiano ed altrettante in inglese (se lo aprite dal lato opposto).
L'autore è Tobor Experiment, pseudonimo dietro il quale di cela il milanese Giorgio Sancristoforo, l'argomento è la musica elettronica, dal punto di vista non delle opere ma degli strumenti per la creazione delle stesse.
10 capitoli snelli e di lettura agevole (ma non per questo privi di spessore tecnico e scientifico) nei quali si viene introdotti alle magnificenze del theremin, dell'oscillatore elettronico, del moog, e così via fino al capitolo conclusivo che si intitola (con un certo ottimismo) "Fatevelo da soli!", nel quale si illustra come affrontare la costruzione di un synth.
Il DVD accompagna i capitoli con altrettanti filmati, che non ripetono le medesime informazioni ma le arricchiscono, aggiungendo anche una buona dose di ironia che non guasta.
In appendice al volume, una intervista a Stockhausen; in aggiunta al DVD, il software Generator X1 per Mac e per PC, col quale scoprire in prima persona le magie della generazione del suono.
Un compagno prezioso e direi imprenscindibile per tutti gli appassionati di musica elettronica (ma anche, ad esempio, per chi ama il prog rock) e per chi è già entrato, o vorrebbe entrare, nel mondo delle manopole e dei filtri.
Il volume nasce da una collaborazione tra l'editore ISBN e il nuovo media QOOB.
Si spera proprio che non resti un caso isolato ma che sia il primo di una lunga serie.

Kill Your (new?) Idols

I primi anni 2000 hanno visto il sorgere di un fenomeno musicale che ha riportato al centro dell'attenzione la cosiddetta "scena" di New York: un numero imprecisato di band che, come altrettante meteore, hanno improvvisamente solcato il cielo del panorama discografico, in attesa di poterne diventare stelle fisse.

Yeah Yeah Yeahs, Liars, Gogol Bordello, Black Dice, A.R.E. Weapons, nomi che tra loro hanno spesso pochissimo in comune, se non il fatto di nascere e muoversi a New York - e più facilmente a Brooklyn - e di aver scelto forme espressive che, lontane dal pop e dal rock più mainstream, si rifanno in modo più o meno esplicito alla realtà musicale della grande mela di fine anni '70 e inizio anni '80.

Anni in cui sorgeva la cosiddetta "No Wave", ondata musicale disperata e negativa, celebrata in una nota raccolta curata da Brian Eno, che vedeva tra i suoi esponenti più illustri i Teenage Jesus and The Jerks di Lydia Lunch, i DNA di Arto Lindsay, i Contortions di James Chance, i Mars, i Theoretical Girls di Glenn Branca, i Suicide di Alan Vega e Martin Rev, i Lounge Lyzards e molti altri ancora più oscuri.

La No Wave fu un fenomeno breve e di difficile decifrabilità, nato nell'ambiente artistico dei New York, fatto di pittori, attori, performers di vario genere, sobillato dalla fiammata del punk anglosassone, del quale venne ripreso il "do it yourself" e l'invito a suonare uno strumento senza studio ne' esercizio, ma del quale venne rigettato come irricevibile il modello musicale dei tre accordi e del rock alla Chuck Berry, che agli artisti newyorkesi pareva un modello arcaico e privo di alcun interesse. Ecco allora nascere, in modo indipendente e senza mutuo interscambio, almeno all'inizio, band composte da personaggi che si occupavano in origine di tutt'altro, nelle quali la musica si fa abrasione e alienazione, il suono è pura dissonanza e scatenato disordine (apparente), la struttura è un concetto rivedibile, la voce si fa strumento per far esplodere la psicosi, la frustrazione e le contraddizioni di una cultura e di una società che stava collassando.

Il fenomeno No Wave ha lasciato dal punto di vista discografico poche chiazze sparse, ma ha influenzato in modo significativo personaggi che l'hanno vissuta facendo parte della stessa area geografica e culturale: gli Swans di Michael Gira, J.G Thirwell alias Foetus, i Sonic Youth. Realtà che hanno avuto un seguito ben più vasto e che hanno portato avanti una tradizione sonora e lirica del tutto particolare.

Scott Crary nel 2004 ha realizzato un documentario, ora edito in Italia nella benemerita collana RaroVideo, nel quale, grazie a interviste e filmati d'epoca, si ripercorre la nascita della No Wave, e si cerca la possibile relazione con i nuovi gruppi newyorchesi.
Il filmato da un lato offre un eccezionale spaccato della No Wave e dei suoi protagonisti, dall'altro svela quanto i nuovi eroi siano diversi dalla vecchia guardia, per motivi che vanno da quelli storici (New York non è più il crogiolo di artisti squattrinati e depressi che era allora) a quelli discografici (dal totale disinteresse si è passati alla pompatura esagerata di fenomeni spesso effimeri). Un video da guardare assolutamente, con extra interessanti e un bel libretto esplicativo.