Ve la ricordate la rivista SPIN? Ma no, non ve la ricordate, perchè usciva solo negli States e da noi non è mai esistita. Se ve la ricordate è perchè siete o siete stati talmente intrippati di musica degli anni '80 e '90 che l'avete vista citata in articoli nostrani o nei libri di qualche critico musicale statunitense.
Dal primo numero del 1985 la rivista ha coperto la musica pop e rock americana ma anche quella britannica, con occhio molto attento alle nuove tendenze (spesso annunciate con largo anticipo rispetto alla concorrenza) e una notevole apertura ad elementi sociali che venivano trattati con un certo coraggio, soprattutto per una rivista destinata ad un pubblico di adolescenti degli Stati Uniti repubblicani.
Di recente SPIN ha chiuso i battenti come rivista cartecea, anche se continuerà la propria attività come testata online.
Ho però appena scoperto che sono accessibili, tramite Google Books, le scansioni pagina per pagina di tutte le uscite dalla prima di Maggio 1985 (con in copertina una foto di Madonna che resuscita il tredicenne che fui allora) all'ultima di Maggio-Giugno 2012.
Non sono solo le copertine e gli articoli di carattere musicale ad assumere carattere di riscoperta di un'epoca: tutto, dagli articoli di costume alla pubblicità (guardate quelle dei prodotti di elettronica!) narra di un mondo che fu e non sarà più, nel bene e nel male.
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26 dicembre 2012
3 aprile 2012
10 years ago, collapsing
Frank Tovey, alias Fad Gadget, se ne andava esattamente 10 anni fa.
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19 dicembre 2010
Farewell
Don Van Vliet15 gennaio 1941 – 17 Dicembre 2010
(fotogramma tratto da Some YoYo Stuff di Anton Corbijn, 1993
http://www.ubu.com/film/corbijn.html)
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27 novembre 2010
Addio Sleazy
Chissà perchè, oggi m'era venuta l'idea di spulciare, artista per artista, il sito della Mute e nello specifico la Grey Area.Alla pagina dedicata ai Throbbing Gristle mi aspettava una brutta sorpresa.
Volevo bene a Sleazy, soprattutto in quanto metà dei Coil, il mio primo passo nell'industrial grazie allo splendido Horse Rotorvator.
Ma Peter 'Sleazy' Christopherson non era solo uno dei Coil. Negli anni 70 era stato membro dell'agenzia di design Hipgnosis, alla quale si devono le copertine di Led Zeppelin, Pink Floyd, UFO, Alan Parsons Project e tanti altri. Fu il primo a fotografare i Sex Pistols e contribuì all'allestimento delle vetrine del negozio Sex di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood. Nel 1976, assieme a Cosey Fanni Tutti, Chris Carter e Genesis P-Orridge fondò i Throbbing Gristle e la Industrial Records, un'etichetta indipendente che letteralmente inventò un nuovo genere musicale. Nel 1981 Sleazy formò gli Psychic TV assieme a Genesis P-Orridge, ma dopo due album si unì al compagno Jhonn Balance per creare i Coil.
Dopo la morte di Balance nel 2004, Sleazy si era trasferito a Bangkok dove aveva continuato la sua attività artistica con diverse denominazioni, oltre a riprendere i contatti con i TG (con i quali stava preparando un nuovo progetto).
Se ne è andato nel sonno, il 24 novembre.
"Peter was a kind and beautiful soul. No words can express how much he will be missed."
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24 ottobre 2010
Goodbye Ari
Scopro solo ora che mercoledì scorso (il 20 ottobre) se ne è andata Ari Up, a causa di una brutta malattia.Nota soprattutto come cantante delle Slits, Ari è stata una delle più convincenti rappresentazioni di ciò che una donna può essere se decide di liberarsi dalle restrizioni sociali e di far saltare ogni convenzione di genere.
Dopo aver partecipato, giovanissima, al movimento punk della prima ora, ed aver pubblicato due album con le Slits, mollò tutto per andare a vivere nella giungla (Indonesia e Belize, per poi stabilirsi in Giamaica). E' stata un'appassionata sostenitrice della cultura rasta e soprattutto della vita naturale, oltre ad aver continuato a sperimentare la sua originale fusione di punk, reggae, dub e dancehall, pubblicando album fino a pochi anni fa.
La notizia della sua scomparsa è stata data dal sito di John Lydon, il quale molti anni fa sposò Nora, la madre di Ari.
In questi giorni Nina Hagen stava postando numerosi video di Ari sulla sua pagina di Facebook. Incuriosito, ho fatto una ricerca su Google e ho scoperto che non si trattava di un caso. Lo scrivo perchè ho passato due giorni a pensare quanto mi piaceva Ari guardando quei video, e poi ho scoperto che la mia era stata una commemorazione inconsapevole.
Qualche tempo fa avevo apprezzato un semplicissimo post della Discarica Emozionale: una carrellata di foto di Ari. Si intitola "un amore senza fine".
Da poco avevo letto la sua intervista in Totally Wired di Reynolds. Una delle sue risposte, in merito al primo periodo delle Slits, era la seguente: "Anche se nel comportamento ero questa scandalosa ragazza anarchica, la componente spirituale mi prese da subito." Credo che questa frase riassuma la sua esperienza e quanto ha saputo lasciarci.
Ma ripensandoci forse mi piace anche di più la frase di chiusura dell'intervista: "l'idea dell'essere donna nella dancehall è che non puoi imporle un cazzo!"
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18 maggio 2010
Trent'anni fa
La mattina del 18 maggio 1980 Deborah Curtis trovò il marito Ian impiccato nella cucina della loro casa di Macclesfield. Ian doveva ancora compiere 24 anni, ma lasciava un testamento musicale di valore incalcolabile. La sua influenza sulle generazioni future è enorme. Trent'anni dopo, non voglio stare a ragionare su un suicidio le cui motivazioni restano dopo tutto non acclarate. Ci sono libri da leggere, film da vedere. Quello che conta è la musica dei Joy Division.
Visto che questo blog deve parlare di dischi, può darsi che vi interessi sapere che questo cofanetto è un oggetto necessario. Se non lo possedete, potreste comprarlo oggi.
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15 aprile 2010
Dead Again
Stavolta Peter Steele ci ha lasciato davvero, non si tratta di uno scherzo come 5 anni fa, quando il sito ufficiale dei Type O Negative lanciò la falsa notizia del suo trapasso.Se l'è portato via un banale infarto, all'età di 48 anni.
Inutile stare qui a fare il panegirico di un musicista chiacchierato per la sua immagine pubblica (note le sue foto per Playgirl) ma noto e amato soprattutto per gli album con la sua band principale: sei dischi che da Slow Deep And Hard a Dead Again hanno ridefinito le coordinate del goth metal.
Ci mancherai, Pete, e non è una frase di circostanza.
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9 aprile 2010
Addio Malcolm
E adesso se n'è andato Malcolm McLaren.Che fosse davvero lui a muovere i fili della Grande Truffa del Rock'n'Roll, o che avesse solo traghettato al successo il genio di Johnny Rotten, adesso poco importa: si è meritato un posto nella storia del punk e del XX secolo, e nessuno glielo toglie.
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31 marzo 2010
dark night of the soul
In memoria di Mark Linkous, alias Sparklehorse, che la sera del 6 marzo si è rotto i coglioni e si è sparato al cuore.
Il brano è tratto dal disco omonimo di Danger Mouse, (non) pubblicato dalla EMI e nato dalla collaborazione con Linkous e con David Lynch.
Le foto del video sono tratte dal volume di Lynch dal medesimo titolo.
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5 luglio 2009
John McGeoch (1955-2004)
Ci sono personaggi che attraversano la storia della musica lasciandovi un'impronta profonda, al punto da essere citati come importante fonte di ispirazione da generazioni di successori, ma che non riescono a raggiungere fama e notorietà, se non in ambienti ristretti agli appassionati ed agli addetti ai lavori.Uno a cui è toccata questa sorte è sicuramente John McGeoch, un chitarrista scozzese molto attivo tra il 1976 e il 1992, anni nei quali si alternò in diverse band dai nomi, questi sì, notissimi: fu infatti nell'organico di Magazine, Visage, Siouxsie And The Banshees, PIL.
McGeoch è stato un artista originale, dallo stile riconoscibile e molto personale. Usciva spesso dagli schemi di genere, ribaltando i clichè chitarristici abituali, e spesso ha delineato nuove traiettorie per lo sviluppo delle band alle quali ha contribuito.
Mi piace sottolineare in particolare un suo tratto caratteristico, quello di scegliere spesso di suonare l'ultima cosa che ci si potesse attendere dallo sviluppo del brano. Non fu un grande solista, ma il suo approccio armonico e il tipico stile negli arpeggi, oltre all'uso creativo dell'effettistica, lo pongono una spanna più sopra e dieci anni più avanti di molti contemporanei.
Iniziò la carriera artistica in pieno punk collaborando a band come The Skids e i Generation X di Billy Idol, prima di approdare ai Magazine di Howard Devoto. Con loro pubblicò i primi tre splendidi album, negli anni tra il '78 e l'80. Il suo apporto a questa grande band è fondamentale, ed anche alla sua creatività si devono gemme come Shot By Both Sides, The Light Pours Out of Me e A Song from Under the Floorboards.
Fece parte anche della formazione dei Visage, il gruppo seminale del movimento new romantic, nato per volontà di Steve Strange. Dal primo album va ricordato almeno il singolo Fade To Grey (1980), baciato da un grande successo commerciale e tuttora presente in qualsiasi compilation anni '80 che si rispetti.
Passò poi ai Banshees, una formazione nella quale, forse per i delicati equlibri interni della band, si sono alternati innumerevoli chitarristi. Tra tutti fu il più stabile (partecipò a 3 album tra l'80 e l'82), e più volte Siouxsie ha dichiarato che John è stato il miglior chitarrista della band e quello che maggiormente ha contribuito a definirne il sound, arrivando una volta a definirlo "il mio chitarrista preferito di tutti i tempi". Gli album nei quali appare in organico sono dei classici e contengono molti dei brani più noti della band: Happy House, Christine, Spellbound, Cascade, Melt!...
Lasciò il gruppo a seguito di un esaurimento nervoso (destino che lo unisce a Robert Smith, che mollò Siouxsie prima di un tour per il
medesimo motivo).Si dedicò poi agli Armoury Show, con i quali pubblicò il primo album, e a vari progetti e collaborazioni (da citare almeno la partecipazione al primo album solista di Peter Murphy).
Entrò infine nei Public Image Limited di John Lydon, gruppo che nella seconda metà degli anni '80 si affacciava al proprio declino, ma che darà alle stampe ancora tre album ricchi di spunti interessanti sebbene non sempre riusciti. Il gruppo si scioglierà definitivamente nel 1992.
Qui in pratica si spegne la carriera discografica di McGeoch. Dopo alcune ulteriori collaborazioni con diversi artisti, e qualche tentativo abortito di mettere insieme una nuova band, si dedicò infine all'attività di infermiere. Morirà nel sonno nel 2004, all'età di 48 anni.
A citarlo come grande fonte di ispirazione sono stati, tra gli altri, The Edge, John Frusciante, Dave Navarro, Johnny Marr, i Radiohead.
Per ulteriori approfondimenti potete partire dalla pagina a lui dedicata su Wikipedia, o dalle note sul sito dei PIL.
Vi propongo una discografia minima:
Magazine: Real Life (1978)
Magazine: Secondhand Daylight (1979)
Magazine: The Correct Use of Soap (1980)
Visage: Visage (1980)
Siouxsie And The Banshees: Kaleidoscope (1980)
Siouxsie And The Banshees: Juju (1981)
Siouxsie And The Banshees: A Kiss in the Dreamhouse (1982)
The Armoury Show: Waiting for the Floods (1985)
Peter Murphy: Should The World Fail To Fall Apart (1986)
Public Image Limited: Happy? (1987)
Public Image Limited: 9 (1989)
Public Image Limited: That What Is Not (1992)
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20 aprile 2009
Addio Ballard
Ieri mattina se ne è andato J.G. Ballard.Aveva 78 anni e nel suo ultimo libro, l'autobiografia I miracoli della vita, aveva già annunciato di essere malato e prossimo alla fine.
Con Ballard se ne va una delle grandi menti del 20° secolo ed uno degli artisti più influenti sull'immaginario degli ultimi decenni.
Mescolò in modo del tutto originale elementi di surrealismo con una lucida analisi delle malattie sociali del mondo contemporaneo, producendo opere di fascinazione assoluta come Il mondo sommerso, Foresta di cristallo, Crash, L'allegra compagnia del sogno.
Ian Curtis prese spunto da un suo libro per il brano Atrocity Exhibition, e ciò mi è parso sufficiente a giustificare un post in questo blog (che di norma parla solo di musica) per commemorare uno degli uomini che mi sono stati più cari al mondo.
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15 settembre 2008
Addio a Rick Wright
Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd, se n'è andato stamattina, dopo una malattia che l'ha rapidamente stroncato.Non sto a riassumervi la biografia di Wright, per la quale basterà consultare la pagina apposita su Wikipedia.
Mi va piuttosto di ricordare il suo grande contributo (forse tuttora sottovalutato) come compositore, che ha espresso solo nel primo periodo (1967-73) della storica band inglese, per la quale realizzò da solo diversi brani e partecipò alla creazione di molti altri.
Indimenticabile inoltre il suo contributo come tastierista all'album Wish You Were Here, un classico intramontabile ed indiscusso.
Penso che chiunque si sia accostato alla musica, e ve ne sia appassionato, non possa non essere stato affascinato in un qualche periodo della propria vita dalla magia emanata dagli album dei Pink Floyd. Parte di quella magia era racchiusa in quest'uomo, alla cui memoria va ora tutto il nostro affetto.
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1 aprile 2008
Rozz Williams, 1963-1998
Oggi, 1 aprile 2008, sono trascorsi esattamente 10 anni dalla morte di Rozz Williams, cantante della prima formazione dei Christian Death e figura carismatica del goth-punk statunitense.In genere non sto particolarmente attento alle date ed alle celebrazioni, ma questa ricorrenza mi è stata fatta notare in un momento in cui stavo ripensando ad un album in particolare, e mi pare che si tratti di un'ottima occasione per segnalarlo.
Nel 1995 Rozz Williams e Gitane Demone (altra ex Christian Death, proveniente però dalla formazione capitanata da Valor) diedero alla luce Dream Home Heartache, un album basato su sonorità pianistiche e sulla combinazione tra la voce esuberante di Gitane e il sussurro struggente di Rozz. Una gemma seminascosta nella discografia "parallela" ai Christian Death, che meriterebbe una riscoperta (ed una nuova distribuzione in Italia).
Vado a sentirmelo a luci spente.
Buona notte, Rozz.
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