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1 giugno 2013

Peter Murphy plays Bauhaus, Milano, 27/05/2013


Mr Moonlight Tour - Celebrating 35 years of Bauhaus

Senza commenti, il concerto completo di Peter Murphy ai Magazzini Generali di Milano, il 27/05/2013.

"Per chi l'ha visto e per chi non c'era"...  Ringraziate "lasyboylive" che lo ha caricato sul Tubo.

20 gennaio 2010

bauhaus

Se c'è un gruppo di cui non mi sono mai stancato questi sono i Bauhaus.
Inutile star qui a spiegare perchè sia così per me e per tantissimi altri seguaci della musica goth delle origini: basta farsi un po' di ricerche in rete per trovare analisi e riflessioni in abbondanza.

Il dato di fatto è che questi signori stanno al gothic come i Black Sabbath stanno all'heavy metal: provate un po' ad immaginarvi una cosa senza l'altra.

Difficile però tradurre in parole l'effetto di iniziazione e disvelamento che negli anni 80 mi fece maneggiare i loro album dalle copertine oscure, costellati di foto evocative e ambigue, con i testi in bianco su nero che emanavano un sentore di magia sepolcrale e richiedevano attenzione ed interpretazione. Cose adolescenziali, mi si dirà. E perchè no. Certo, roba che è entrata nell'immaginario di un bel po' di adolescenti di allora e non ne è più uscita.

Penalizzanti erano state le ristampe in CD di quegli album: poco rispetto per il packaging originale, fiumi di bonus tracks imposte nella tracklist dell'album, lavoro sonoro piuttosto approssimativo. Arriva solo adesso, con la "Omnibus Edition" che tengo tra le mani, giustizia per almeno i primi due capolavori: In The Flat Field e Mask. Il primo viene riproposto in due CD: viene finalmente restaurata nel primo disco la succesione originale dei brani, mentre sono posti sul secondo disco i vari singoli, B-sides, outtakes (tra cui numerose versioni finora inedite). Il secondo subisce lo stesso trattamento nei primi due CD, ma vede l'aggiunta di un terzo, splendido disco dal vivo, che testimonia una serata del 1981 con ottima qualità audio.

Le custodie dei CD sono in cartoncino e riproducono in modo fedele l'artwork originale degli album in vinile (ah, nostalgia). Solo qualche piccolo difettuccio qua e là non consente di gridare al miracolo (il cartoncino utilizzato tende a deformarsi troppo facilmente) ma si compensa con i due booklet da 48 pagine, che contengono testi, foto, date dei tour, storia e interviste.

Nota di servizio: se li cercate bene, potete pagarli non più di 20 euro ciascuno! Buona caccia.


In The Flat Field - Tracklist

Disc One - In The Flat Field

1. Double Dare
2. In The Flat Field
3. A God In An Alcove
4. Dive
5. Spy In The Cab
6. Small Talk Stinks
7. St. Vitus Dance
8. Stigmata Martyr
9. Nerves

Disc Two - Singles & Out-Takes

1. Dark Entries (Single A Side)
2. A God In An Alcove (Original Version)
3. Untitled (Single B Side)
4. Terror Couple Kill Colonel (Original Version)*
5. Telegram Sam (Original Version)*
6. Terror Couple Kill Colonel (Single B Side)
7. Scopes (Single B Side)
8. Terror Couple Kill Colonel Southern Mix #2*
9. Crowds (Single B Side)
10. Dive (Alternate Mix)*
11. Spy In The Cab (Alternate Mix)*
12. Stigmata Martyr (Alternate Mix)*
13. Rosegarden Funeral Of Sores (Single B Side)
14. Double Dare (Alternate Version / Mix #4)*
15. Telegram Sam (Alternate Mix #1)*
16. Untitled #2*

*Previously Unreleased

Mask - Tracklist

Disc One - Mask

1. Hair Of The Dog
2. The Passion Of Lovers
3. Of Lilies And Remains
4. Dancing
5. Hollow Hills
6. Kick In The Eye (2)
7. In Fear Of Fear
8. Muscle In Plastic
9. The Man With X-Ray Eyes
10. Mask

Disc Two - Singles & Out-Takes

1. Kick In The Eye (Original Single Version A Side)
2. Satori (Single B Side)
3. In Fear Of Fear (Original Version)*
4. In Fear Of Dub
5. Muscle In Plastic (Rough Mix Version)*
6. Dancing (Rough Mix Version)*
7. Hair Of The Dog (Rough Mix Version)*
8. Monkey (Poison Pen) (Rough Mix Version)*
9. Ziggy Stardust (Rough Demo Version)*
10. Earwax (Full Unedited Version)*
11. 1-2-3-4 (Single B-Side)
12. Muscle In Plastic (Rejected Album Mix)*
13. Hollow Hills (Rejected Album Mix)*
14. Hair Of The Dog (Rejected Album Mix)*
15. Poison Pen*
16. Kick In The Eye (Single Re-Mix Version)
17. Dave And Danny's Waspie Dub (# 2)*

*Previously Unreleased

Disc Three - This Is For When - Live

1. This Is For When...
2. The Passion Of Lovers
3. In The Flat Field
4. Silent Hedges
5. In Fear Of Fear
6. Terror Couple Kill Colonel
7. The Man With X-Ray Eyes
8. Dancing
9. Mask
10. Rosegarden Funeral Of Sores
11. Hair Of The Dog
12. Kick In The Eye
13. A God In An Alcove
14. Hollow Hills
15. Stigmata Martyr
16. Dark Entries
17. Bela Lugosi's Dead

11 marzo 2008

Bauhaus: Go Away White (is here)

Difficile, difficilissimo per me parlare di questo nuovo album dei Bauhaus.
Si tratta infatti del primo lavoro di studio, dopo un silenzio durato 25 anni, di un gruppo che ha avuto un'importanza fondamentale nella mia formazione musicale.

Ovvio dunque che vi riponessi delle forti aspettative, e che avessi anche sviluppato una sorta di barriera anti-delusione, visto e considerato che il rischio di trovarsi di fronte ad un lavoro non esaltante era piuttosto elevato.
E, lo dico subito, esaltante non mi è parso, soprattutto ai primissimi ascolti. La mia impressione è andata però via via migliorando col trascorrere dei giorni e con la permanenza del CD nel lettore.

Go Away White paga lo scotto di un disco che arriva troppo tardi, e che si affaccia nei negozi in un periodo troppo diverso da quello nel quale era stato pubblicato Burning From The Inside, l'ultimo album primo dello scioglimento (1983).

Il pericolo di innescare un tristissimo effetto revival era dietro l'angolo, e va dato adito ai Bauhaus di aver saltato questo ostacolo presentando materiale che, pur presentando un marchio di fabbrica piuttosto riconoscibile, evita di rifare il verso alla produzione storica.
Sul versante opposto però il gruppo doveva anche evitare un eccessivo scarto verso la novità, che avrebbe decisamente deluso l'aspettativa di tutti quei vecchi fans che attendevano da Go Away White delle conferme in merito a sonorità, tematiche, atmosfere.
E forse proprio questo legame residuo ha tenuto i quattro musicisti un po' troppo imbrigliati, impedendo dei guizzi davvero interessanti, come se il contrasto tra vecchio e nuovo fosse rimasto irrisolto.

I dieci brani del disco sembrano quindi, per certi versi, una versione scolorita del materiale dei primi due album della band, ripuliti però di tutto ciò che oggi sarebbe sembrato caricaturale. Via dunque molti aspetti più gotici o più isterici del sound della band. Via anche la spigolosità della sezione ritmica, che appare molto più appiattita del solito (eppure i fratelli Haskins non avevano mai deluso nei Love And Rockets). Evitato anche ogni riferimento al suono più levigato presente in Burning From The Inside (pensiamo ad esempio a She's In Parties, o a Slice Of Life), che portò allo scioglimento della band e le cui conseguenze musicali furono portate avanti dai Love And Rockets senza Murphy. Resta invece ben evidente il grandissimo lavoro di Daniel Ash alla chitarra, col suo stile personalissimo e nervoso, a lama di rasoio, che pare non aver subìto il trascorrere del tempo. La distorsione di Daniel percorre tutto l'album con vitalità e soluzioni mai sciatte, rappresentandone probabilmente il vero collante. Peter Murphy, dal canto suo, canta come sempre, con voce intatta dopo tanti anni e tradendo quà e là l'antica venerazione per il duca bianco, mai nascosta e sempre affiorata, anche nei suoi lavori solisti. Non riesce però ad infondere emozione, e sembra essere poco convinto del materiale che interpreta.

I momenti migliori sono forse Adrenalin, che non tradisce gli intenti manifestati dal titolo, Endless Summer Of The Damned, e The Dog's A Vapour, unico brano realizzato prima delle brevi sessioni dalle quali è stato partorito il disco.

Go Away White è un disco non memorabile, che sarebbe stato accolto con estremo interesse se fosse stato partorito da un gruppo esordiente, ma che non rende merito alla gloria antica della band. E' però un buon compagno di viaggio, una raccolta di canzoni mai veramente brutte, una sorta di corollario non fondamentale, ma comunque piacevole, all'opera maggiore di uno dei più grandi nomi del variegatissimo panorama del post-punk anglosassone.
Non solo: ricorda a tutti quanto certi "tentativi di imitazione" (vedi gli Interpol, ma non solo loro) siano lontani anni luce dagli originali.

17 febbraio 2008

Bauhaus Go Away White

Ma come fate a sapere che sta per uscire un nuovo disco dei Bauhaus e ad essere ancora vivi?

"Go Away White" sarà nei negozi il 4 marzo.
L'album fa seguito a Burning From The Inside (1983!) e non so cosa aspettarmi. Potrebbe essere un capolavoro ma anche una cocente delusione.
Punti a favore: la voce di Peter Murphy è ancora intatta (lo dimostrano la carriera solista e i recenti live con i Bauhaus); la band ha suonato talmente tante volte negli ultimi anni il vecchio repertorio da dover essere capace di entrare in "modalità Bauhaus" senza troppe difficoltà. Punti a sfavore: il 2008 non è il 1978; il genere goth è stato inflazionato e snaturato al punto che i nuovi brani del quartetto potrebbero risentirne; gli anni passano per tutti e il rischio è di coprirsi di ridicolo.

Per ingannare l'attesa, e per smorzare l'ansia, vi traduco parte del trafiletto presente sul sito della band.

<<[...] ‘Go Away White’ è stato registrato in 18 giorni allo Zircon Skye di Ojai, con il cantante Peter Murphy, il bassista David J, il chitarrista Daniel Ash e il batterista Kevin Haskins che hanno suonato insieme in una stanza, tenendo le prime registrazioni come tracce definitive. E così, c'è un nuovo disco, anche se apparentemente si tratta anche dell'ultimo, in quanto la band ha deciso di pubblicarlo come un canto del cigno postumo. [I Bauhaus si sarebbero definitivamente sciolti dopo la registrazione dell'album, e nessuna data live è prevista, NdT].
‘Go Away White’ è tutto ciò che si potesse sperare che i Bauhaus potessero rilasciare come ultima dichiarazione. Con in copertina una foto di
Bethesda, l'angelo delle acque miracolose del Central Park di New York, la musica all'interno è puro restauro catartico, uno sguardo psichedelico su un istante incantato. Aiutato in parte dall'ispirato utilizzo da parte di Daniel Ash del pedale wah wah Vox che fu di Jimi Hendrix, regalatogli da Peter Murphy all'inizio delle sessioni, è tanto pop quanto sperimentale.
Le 10 canzoni di ‘Go Away White’ convogliano il tipo di magia senza tempo che ci si potrebbe aspettare da un cartellone impossibile con Joy Division, Bowie, Devo, the Creatures, Antony, My Bloody Valentine e Kraftwerk- con Oscar Wilde a fare da maestro di cerimonie.
[...]
(Adam Gnade)>>
“I come with this darkness and go away white.”

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Aggiornamento 19/02/08:

Ho avuto modo di ascoltare il disco in anteprima. Non mi sembra, ehm, bellissimo.
Gli darò qualche altro ascolto, per una recensione attendo l'uscita ufficiale.